FELICE NATALINO
“Felice Natalino: « La mia esperienza al servizio dei giovani»”


"L’ex difensore dell’Inter, oggi osservatore neroazzurro e titolare di una scuola calcio, spiega l’importanza di credere nei giovani "




Era il 28 novembre del 2010 quando Rafa Benitez, all’epoca allenatore dell’Inter, decise di puntare tutto su un giovane difensore centrale proveniente dalla lontana calabria: Inter-Parma, San Siro. Fuori Davide Santon, dentro Felice Natalino. Un talento cristallino, una carriera rosea davanti a sé, l’appoggio di un allenatore d’eccezione, e l’approdo nell’inter, da sempre la sua squadra del cuore. Sembrava l’inizio di una favola calcistica rara, vera, pura, quella vissuta dal giovane ragazzo calabrese che, da lì ad un mese, avrebbe respirato anche l’aria della Champions League, in quel di Brema, subentrando proprio a Zanetti, idolo indiscusso e modello insuperabile. E non importa se la sua tanto amata pazza inter avrebbe perso 3-0, il sogno di Natalino stava cominciando a diventare realtà. Ma capita che per alcuni sogni, soprattutto se straordinari, avvengano dei bruschi risvegli: nel febbraio del 2013, Natalino viene trasportato d’urgenza, e poi operato, presso l’Ospedale San Raffele di Milano in seguito ad una crisi cardiaca che lo costringerà, qualche mese dopo, ad abbandonare l’attività agonistica.

Ma chi guerriero lo è davvero, non finisce mai di lottare, ed è dal buio che si comincia a correre verso la luce. E’ così che è nata l’Academy Lamezia, una scuola calcio sita nel cuore della Calabria, gestita proprio dall’ex difensore neroazzurro, oggi anche osservatore dell’Inter per quanto riguarda il sud italia: «Ho avuto la grandissima opportunità di vivere il mio sogno, di esordire in Serie A ed in Champions League e ringrazio l’Inter per avermi dato l’opportunità di continuare a sognare. Oggi lavorare a contatto con i giovani, avere modo di trasmettere loro la mia passione, la mia esperienza mi gratifica molto. Non è facile indirizzare i giovani sulla retta via, bisogna tenere a mente che, per arrivare in alto serve sacrificio, dedizione al lavoro e tanta passione, oltre ad un pizzico di fortuna. Bisogna cogliere tutte le opportunità che la vita mette a disposizione».

Parole di un professionista esemplare, di un uomo che sa quanto sia importante credere nelle potenzialità dei piccoli campioni del domani, dedicando loro tutte le attenzioni possibili: «Il futuro del calcio italiano sta tutto nei giovani, ed è per questo che tornei come l’Etna Sud sono fondamentali. Danno la possibilità ai ragazzi di confrontarsi con realtà diverse, di mettersi in gioco costantemente, e questo è sempre positivo. Sono contento di essere stato nuovamente invitato ed è un piacere poter partecipare anche quest’anno». I giovani sono lo zoccolo duro da cui ripartire per rifondare il nostro calcio.

Un pensiero comune che, piano piano, inizia a farsi largo anche nella mentalità dei grandi club italiani. E, tra questi, la sua Inter a cui Natalino rivolge parole d’amore: «Sono da sempre un tifoso interista e sono contento di cominciare a vedere una ripresa della formazione neroazzurra. Pioli ha portato un bel gioco, un cambio motivazione e di mentalità evidente. Il campionato, in questa stagione, è molto più competitivo rispetto agli altri anni. E’ chiaro che la Juventus è superiore rispetto alle altre ma Roma, Napoli e la stessa Inter si sono rafforzate molto. Sarà un finale di stagione da vivere fino alla fine».

Stefania Cosentino - Yvii24