ROBERTO OCCHIUZZI
“Capitano e simbolo indiscusso del Cosenza: Roberto Occhiuzzi si racconta ”


"Dopo aver appeso le scarpette al chiodo, è cominciata la sua avventura da allenatore, prima guida degli allievi cosentini poi l’approdo in prima squadra "




Una carriera dedicata esclusivamente (o quasi) al suo Cosenza, quella vissuta da Roberto Occhiuzzi. Un legame indissolubile, nato nella lontana stagione 1998/1999 in Serie B, segnata da una salvezza in extremis della società calabrese, ripreso, sempre nella serie cadetta nel 2001, per poi consolidarsi definitivamente nel 2007 in Serie D e vivere, da protagonista, la promozione in C2. Bandiera, simbolo, esempio. Tre semplici aggettivi bastano per descrivere il sentimento popolare cosentino nei confronti di Occhiuzzi, fino allo scorso anno allenatore degli Allievi del Cosenza nella prima parte di stagione, ed oggi mister in seconda della prima squadra. Un percorso, quello da allenatore, cominciato proprio dai giovani, vero punto di forza del nostro calcio: «E’ davvero bello e stimolante poter allenare i ragazzi, perché ti consentono non solo di insegnare loro qualcosa, ma anche di poterla imparare.

E’ logico che serve pazienza, sacrificio e tanto lavoro. Bisogna seguirli passo dopo passo, rimproverarli se necessario e sostenerli quando lo meritano. Tornei come l’Etna Sud sono fondamentali perché aiutano i ragazzi a mettersi in gioco, a confrontarsi, a non avere timore nell’affrontare qualsiasi avversario. Basta solo adottare una sana cultura del sacrificio. Sono convinto che alla fine, per chi lavora bene, i risultati, così come le soddisfazioni arrivano». Ed è proprio durante la scorsa stagione che qualche soddisfazione, il “principe” così come lo hanno apostrofato i suoi tifosi, l’ha vissuta grazie al raggiungimento, con il suo Cosenza, dei playoff nazionali Allievi, persi soltanto contro il Pavia, poi vincitore della competizione. Un risultato importante, ottenuto riuscendo ad ottimizzare le esigue risorse a disposizione: «Sono molto orgoglioso di quanto fatto lo scorso anno nei playoff nazionali.

Avevo a disposizione un ottimo gruppo, composto da ragazzi che hanno sempre dato il massimo in ogni allenamento. Siamo stati eliminati dalla squadra che poi avrebbe vinto il titolo, ma avremmo potuto dire la nostra fino alla fine, ne sono certo». Un traguardo da non sottovalutare che ha permesso, all’ex centrocampista, di approdare in prima squadra come vice di De Angelis subentrato, nel corso dell’ultima stagione, a Giorgio Roselli. Un salto di qualità che ha portato con sé notevoli differenze: « E’ chiaro che è completamente diverso allenare una prima squadra rispetto ad una formazione Allievi. I calciatori che militano nei vari campionati professionistici, nel nostro caso di Lega Pro, sono già degli atleti in gran parte formati, ognuno con la propria esperienza, con la propria personalità già definita, mentre con i giovani è diverso.

Si ha modo di poter contribuire a forgiare la loro mentalità. Ma entrambe le esperienze mi hanno gratificato tanto. Sto imparando molto da mister De Angelis, ci confrontiamo, dialoghiamo e questo è molto importante per me, per far si che il mio sogno di diventare un buon allenatore diventi realtà». Un passato da calciatore che, con la sua estrema passione e correttezza, ha fatto innamorare una città intera, ed un futuro da allenatore per far rivivire, attraverso le sue idee, il suo talento.

Stefania Cosentino - Yvii24